I lavoratori invisibili

 

 

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Oggi nello spazio Robinson, di Repubblica, Aboubakar Soumahoro e Michela Murgia, partendo dalle loro storie, hanno affrontato un tema vicino a molti lavoratori. Murgia ha raccontato della sua esperienza lavorativa in un call center, faticoso e poco pagato, mentre Soumahoro ha parlato dei suoi vari lavori, dal muratore al venditore di tappeti,e dei pregiudizi che lo seguivano. Queste due storie così diverse all’apparenza sono in realtà accomunate da uno stesso denominatore: il lavoro precario. In molti,se non in tutti, i posti di lavoro sono presenti i cosiddetti lavoratori precari, coloro che non possono trovare stabilità nella loro vita a causa di un lavoro instabile. Hanno parlato di diritti di lavoratori che troppe volte non vengono rispettati, di ingiustizie e di paghe inadeguate, che spesso non vengono retribuite per merito ma per “razza” o “genere”. Aboubakar ha racconto della situazione dei braccianti agricoli che non ricevono neppure la paga minima e di datori di lavoro che utilizzano il ricatto e le situazioni difficili per avere la maggior forza lavoro al minor prezzo. Si é parlato di donne che vengono pagate o considerate meno solo perché donne e quindi forse un giorno madri. Michela Murgia e Aboubakar Soumahoro non si sono dimenticati di coloro che hanno un lavoro”importante”, come i medici o gli ingegneri, che molte volte non vivono una situazione lavorativa felice ma che non osano dire nulla a causa della paura dei giudizi nei confronti loro e del loro “perfetto” lavoro. Questo incontro, forse distante dalla nostra situazione di studenti, apre gli occhi sulle ingiustizie compiute su i posti di lavoro nei confronti di tutti, è un insegnamento per il futuro: combattere e non rimanere in silenzio difronte queste orribili ingiustizie.

Letizia D’Andretta 3^AS

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