Matt Salinger

L’incontro con Matt sallinger, figlio di J. D. Salinger, è stato a dir poco emozionante.
Abbiamo assistito ad un figlio che ha parlato con amore del padre, il cui sguardo tradiva la voce ferma e rivelava mille emozioni.
Matt ha deciso, ad un certo punto della sua vita, di abbandonare la sua carriera di attore per dedicarsi agli inediti del genitore. Ha sempre difeso le sue memorie, infatti, è sembrata insolita la sua scelta di acconsentire a parlare del padre e, dei suoi lavori, al Salone del libro di Torino ma poi abbiamo capito perché l’ha fatto: ha annunciato che presto li pubblicherà, ma non prima di 6-7 anni. Non ho mai visto il figlio di una persona tanto famosa essere tanto umile, ha ribatio più volte di non aver mai utilizzato la visibilità del padre per conto personale, né a scuola né a lavoro per ottenere fin da subito ruoli importanti nei film e alla domanda “È mai stato geloso del tempo che sua padre ha dedicato ai suoi libri e non a Lei?” sembrava quasi arrabbiato al solo pensiero che il padre potesse essere visto così, spiegando che è sempre stato un padre presente più di molti altri ma, che sapeva anche lasciargli il suo spazio quando ne aveva bisogno.
Alla domanda posta da una studentessa della nostra scuola “rilegge mai le opere di suo padre per sentirlo vicino nei momenti in cui gli manca?” lui ha sorriso e risposto che effettivamente lo fa, non tanto “Il giovane Olden” (come potremmo pensare) ma attualmente sta rileggendo tutti i suoi scritti non pubblicati, quelli più personali scritti durante la pensione, e in questo modo lo sente vicino come mai.
È stato bello assistere alla presentazione di uno scrittore fatta dal figlio stesso, ha fatto riflettere sulla fugacità della vita e ci ha fatto rendere conto che, per quanto una persona possa essere famosa, è sempre prima di tutto un genitore e, ascoltando le parole del figlio, sono convinta che J. D. Salinger sia stato un bravo padre quanto un bravo scrittore, se non di più.

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Rebecca Biccari e Claudia Veneziano 3BS

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